F.A.Q. Domande fequenti

Che cos’é la Cannabis Light?

Con la parola Cannabis Light ci riferiamo ai fiori di canapa e con la parola light evidenziamo il fatto che abbia un THC “leggero”, inferiore allo 0.6% e molto ricca di CBD, a differenza di quella medica, distribuita dalle farmacie che viene coltivata esclusivamente dallo stato Italiano, che può avere un livello di THC molto superiore allo 0.6%.
In campo terapeutico sia il THC che il CBD vengano usati per la cura di varie patologie.
La Marijuana è una pianta molto interessante e dai molteplici usi, di cui gli studi sono a buon punto. Può essere utilizzata nel campo della Bio-edilizia, come antiparassitario naturale, per la Bio-plastica e come combustibile Bio-vegetale ed a basso impatto ambientale.

È un prodotto legale?

Sì, la canapa industriale è un prodotto consentito per gli usi di cui alla legge 242/16.
È possibile coltivarla previo il rispetto dell’ordinanza corrente e rivenderne prodotti derivati, ad uso tecnico e da laboratorio ma anche come alimentari derivati, esempi sono la farina di canapa, la birra alla Marijuana, olio di semi di canapa etc.…
È essenziale che un prodotto derivato dalla canapa abbia un tenore di THC inferiore ai limiti di legge.

Che sostanze ci sono nella Cannabis?

La cannabis contiene un’enorme quantità di principi attivi. Su oltre 600 sostanze che la compongono troviamo i terpeni (oltre 200), gli idrocarburi, i flavonoidi, gli acidi grassi, gli alcoli, gli aldeidi e altre sostanze ancora, oltre ai circa 120 cannabinoidi che sono stati identificati fino ad oggi.
La distribuzione dei cannabinoidi varia nei differenti ceppi di cannabis ed in genere solo tre o quattro cannabinoidi si trovano in una pianta in concentrazioni superiori allo 0,1 %.

Che cos’é il THC? E come agisce?

Il Thc (Delta-9-tetraidrocannabinolo nome tecnico) è il componente più conosciuto della cannabis: è l’unico cannabinoide ad avere proprietà psicoattive ed è stato isolato per la prima volta nel 1964 grazie al lavoro condotto dal Dott. Raphaem Mechoulam. Si lega ad entrambi i tipi di recettori finora identificati, i ricettori CB1 e Cb2. Ricerche approfondite negli ultimi decenni spiegano che il THC possiede numerose proprietà medicinali che sono utili in una vasta gamma di disturbi, alcuni dei quali comprendano: il morbo di Alzheimer, l’aterosclerosi, il glaucoma, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, l’apnea del sonno, la sindrome di Tourette, il cancro (in varie forme) e molti altri.
Il THC ha anche proprietà antiemetiche (antinausea) che lo rendono utile per il trattamento di AIDS e pazienti in chemioterapia.
Hanno dimostrato anche che il THC ha una serie di effetti positivi sulle cellule celebrali. Considerando che la maggior parte delle droghe ricreative sono neurotossiche, il THC è considerato un “neuro protettore” e significa che può proteggere le cellule celebrali dai danni causati ad esempio da infiammazioni e stress ossidativo, in più può favorire la crescita di nuove cellule celebrali attraverso un processo noto come neurogenesi.

Che cos’é il CBD?

Il CBD è un altro cannabinoide attualmente al centro di diverse ricerche scientifiche per le sue doti terapeutiche. Non solo, perché la proprietà del CBD di contrastare gli effetti psicoattivi del THC, ha visto l’ingresso di questo cannabinoide anche nel settore della cannabis ricreativa con molti strain che sono arricchiti di CBD pari o superiori al THC. Oltre agli studi come antipsicotico e nella terapia del dolore il CBD e genetiche di cannabis dall’alto contenuto di questo cannabinoide, sono al centro di diverse sperimentazioni e studi clinici su diverse forme di epilessia.

La Cannabis fa male?

Medici e scienziati lo dicono da tempo: la cannabis è una sostanza naturale, notevolmente atossica e sicuramente meno dannosa di sostanze vendute legalmente come l’alcool o il tabacco. L’ennesima conferma scientifica è arrivata da uno studio pubblicato su Scientific Reports, che fa parte della rivista Nature, nel quale gli studiosi hanno calcolato che sia ben 114 volte meno letale dell’alcool.
Parlando di rischio di mortalità è d’obbligo sottolineare che nella storia millenaria dell’utilizzo della cannabis non è mai stato registrato nemmeno un singolo caso di morte.
Negli anni 80’ la DEA (Drug Enforcement Administration ) ha condotto dei test per determinare il livello DL50 (dose letale 50) della cannabis, che indica la quantità di una sostanza (somministrata in una volta sola) in grado di uccidere il 50% di una popolazione campione di cavie. La conclusione fu che: si stima che il livello di DL50 nella marijuana sia intorno a 1:20.000 o 1: 40.000. Per farvi capire meglio la DL50 dell’aspirina è intorno a 1:20, il che significa che l’aspirina è almeno mille volte più letale della Cannabis.

GreenKing.shop utilizza i cookie per fornire un servizio migliore. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi